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1. Una discordanza evangelica: Matteo e Luca e le loro due diverse versioni sul Discorso della montagna…
2. La critica modernista dell’Ottocento/Novecento e il tentativo di destrutturazione del Cristianesimo.
1.1 Gesù: «Voi siete il sale della terra e la luce del mondo. Ma se falliste alla vostra missione diverreste un insipido e inutile sale. Nulla più potrebbe ridarvi sapore, posto che Dio non ve l'ha potuto dare, posto che avendolo avuto in dono voi lo avete dissalato lavandolo con le insipide e sporche acque dell'umanità…»
1.2 Gesù: «In verità vi dico che per le colpe del Tempio questa nazione sarà dispersa. Ma anche in verità vi dico che ugualmente sarà distrutta la Terra quando l'abominio della desolazione entrerà nel novello Sacerdozio conducendo gli uomini all'apostasia per abbracciare le dottrine d'inferno».
2.1 Gesù: «Dio dette ai due Progenitori doni naturali di bellezza ed integrità, di intelligenza e volontà, di capacità di amarsi e di amare, così dette i doni morali…, ma anche i soprannaturali, ossia la Grazia santificante, il destino superiore e la visione di Dio…». Non diciamo ‘Guai se non farò questo!’ ma diciamo: ‘Beato me se farò questo…’».
2.2 Approfondiamo la beatitudine dei ‘poveri di spirito’…
2.3 Come guadagnare il Cielo facendo buon uso delle ricchezze guadagnate ingiustamente…
2.4 Gesù: «Dio per esigenze d’ordine crea anime di diverse tendenze, allo scopo che la terra goda di un equilibrio giusto in tutte le sue necessità inferiori e superiori, ma è solo la libertà dell’uomo che lo fa uscire volontariamente da questo ordine…»
2.5 Gesù: «La grazia è possedere in voi la luce, la forza, la sapienza di Dio. Ossia possedere la somiglianza intellettuale con Dio, il segno inconfondibile della vostra figliolanza in Dio. Non tutte le anime in grazia possiedono la Grazia nella stessa misura… non perché Noi la si infonda in misura diversa, ma perché in diversa maniera voi la sapete conservare in voi».
3. Il SECONDO DISCORSO della MONTAGNA: Il DONO della GRAZIA e le BEATITUDINI. (2 di 2)
3.1 La causa di tutti gli errori che si commettono sulla terra è il peccato che separa l'uomo dalla Grazia e quindi lo rende cieco.
3.2 Lo Spirito Santo: «La Grazia rigenera l’uomo…, ma non una sola volta... ma ogni qualvolta l’uomo si pente, o piange sulla sua debolezza, o anche solo si turba...».
3.3 Predestinazione alla Grazia e predestinazione alla Gloria. Gesù: «Alla grazia sono predestinati tutti gli uomini indistintamente poiché Io per tutti sono morto. Alla Gloria sono predestinati quelli che rimangono fedeli almeno alla legge naturale del Bene. Alla fine dei secoli, sì, ognuno che sia vissuto da giusto avrà il suo premio…».
3.4 Lo Spirito Santo: «Perché altra è la predestinazione alla Grazia divina, comune a tutti gli uomini, e perciò concessa gratuitamente da Dio in misura sufficiente a salvarsi; e altra è la predestinazione alla gloria che viene data a quelli che durante la vita terrena hanno bene usato del dono della Grazia, e le sono rimasti FEDELI».
4. Il TERZO DISCORSO della MONTAGNA: i CONSIGLI EVANGELICI che PERFEZIONANO la LEGGE.
4.1 Gesù: «Come vedete, Io non muto e non mutilo la Legge, come non la corrompo con le sovrapposizioni di fermentanti teorie umane…, Io invece faccio della Legge la regina: la completo, l'incorono, mettendo sul suo sommo il serto dei consigli evangelici».
4.2 Il consiglio evangelico del perdono: Gesù: «Perdonate sempre a chi vi fa del male. Perdonate per essere perdonati, perché anche voi avete colpe verso Dio e i fratelli. Il perdono apre il Regno dei Cieli tanto al perdonato come al perdonante.»
5. Il QUARTO DISCORSO della MONTAGNA: il GIURAMENTO, la PREGHIERA, il DIGIUNO. (1 di 2)
5.1 Gesù: «Non giurare mai…, non nominare il nome di Dio invano… lo spergiuro è sacrilego, ladro, traditore, omicida… no all’orazione ipocrita ma pregare sempre Dio nel segreto del cuore, così come in segreto bisogna digiunare…».
5.2 Qualche considerazione generale sulle preghiere…, anche su quelle false.
6. Il QUARTO DISCORSO della MONTAGNA: il GIURAMENTO, la PREGHIERA, il DIGIUNO. (2 di 2)
6.1 Gesù: «Nel Pater noster è la perfezione della preghiera».
6.2 La preghiera che non serve, cioè la maggioranza delle nostre preghiere. Gesù: «Voi fate preghiere e preghiere in questi tempi. Ma non servono come dovrebbero… perché Religione vuol dire ubbidienza ai desideri e ai voleri di Dio, e voi nelle grandi e nelle piccole cose disubbidite a Dio… condizione essenziale per essere ascoltati è di non avere in cuore l’odio che uccide l’amore».
6.3 Gesù: «SEMPRE dal cominciare della preghiera la grazia del Signore scende su voi. Parlo della preghiera santa, non della stolta richiesta di cose inutili, o da Dio e dalla morale retta riprovate…».
6.4 Il ‘digiuno’ più difficile è quello spirituale. Un vero e proprio ‘cilicio’ che consiste nel violentare se stessi per dimostrare a Dio che intendiamo combattere il nostro ‘io’ per amore suo.
7. Il QUINTO DISCORSO della MONTAGNA: l’USO delle RICCHEZZE, l’ELEMOSINA, la FIDUCIA in DIO.
7.1 Gesù: «I tesori della Terra non durano. Ma i tesori del Cielo sono eterni…, fatevi delle borse in Cielo. Voi, quando fate l’elemosina, non suonate la tromba davanti a voi per attirare l’attenzione del passante ed essere onorato come gli ipocriti che vogliono l’applauso degli uomini. Non siate in pensiero per quello che mangerete per sostenervi nella vita…, sapete che il Padre sa i vostri bisogni e che vi ama. Fidate dunque in Lui».
7.2 Riflettiamo ancora su alcuni punti di questo quinto discorso della montagna.
7.3 L’attaccamento alle ricchezze spirituali. Gesù: «Le ricchezze di un figlio, che Io do a un figlio, devono essere un godimento di tutti e non esclusivo di uno…, ma il dono deve circolare fra tutti. Perché Io parlo a uno per tutti».
7.4 Gesù: « Fra le ricchezze ve ne è un’altra ancora... Sono gli affetti… Io non la distruggo la vostra ricchezza affettiva. La levo dalla Terra per trapiantarla in Cielo. Là saranno ricostruite in eterno le sante convivenze famigliari, le pure amicizie…»
8. Il SESTO DISCORSO della MONTAGNA: la SCELTA TRA BENE e MALE, l’ADULTERIO, il DIVOR-ZIO. l’ARRIVO IMPORTUNO di MARIA DI MAGDALA. (2 di 2)
8.1 Gesù: «Fra il sentiero di Dio e quello di Satana vi è una grande distanza e che sempre più si fa profonda…, la vita è così, scorre a cavaliere fra il passato e il futuro, fra il male e il bene. Al centro è l’uomo, con la sua volontà e il libero arbitrio…, l’uomo può scegliere. Nessuno lo forza».
8.2 Nelle visioni di Maria Valtorta sulla vita evangelica di Gesù sono frequenti gli episodi in cui – dopo aver chiesto ai malati (che nei vari villaggi dove entrava già lo attendevano e venivano presentati in serie davanti a Lui) se avevano Fede in Lui e ricevutane conferma – Egli li guariva in … sequenza.
8.3 Gesù: «Cosa è l’adulterio? È il desiderare febbrilmente colui che non è nostro, o colei che non è nostra… Non solo il peccato consumato ma il desiderio di consumarlo è già peccato… Chi ha guardato una donna con concupiscenza ha già commesso adulterio su lei perché il suo pensiero ha già commesso l’atto del suo desiderio».
8.4  Peccato originale e adulterio hanno una cosa in comune: la febbrile concupiscenza…
9. Il SESTO DISCORSO della MONTAGNA: la SCELTA TRA BENE e MALE, l’ADULTERIO, il DIVOR-ZIO. l’ARRIVO IMPORTUNO di MARIA DI MAGDALA. (2 di 2)
9.1 Il Male. Lo Spirito Santo: «Tutto questo millenario dolore viene da un disordine creato da un ribelle in Cielo e da un’acquiescenza al disordine proposto da esso, ormai maledetto serpente, nell’Eden, ai due primi abitatori della Terra».
9.2 GESÙ: «Il Battesimo annulla la macchia ma non il fomite. La Grazia infonde forza a vincere il fomite, ma non lo annulla…, esso tiene basso il vostro orgoglio. Se vi sentiste puri e perfetti, dei Luciferi diverreste, credendovi uguali a Dio..., esso rende meno gravi le vostre colpe ai suoi Occhi. Perché se non aveste in voi il fomite che agita e morde senso e ragione con l’astuzia dell’antico Serpente suo generatore, non sareste giudicati ‘con misericordia’…».
9.3 Dall’umiliazione subita da Maria Maddalena nel corso del sesto Discorso della montagna inizierà una ‘macerazione’ che poi la porterà gradatamente alla conversione.
9.4 Un ‘intermezzo’ imprevisto per tutti, ma non per la Divina Volontà. La doppia natura di Gesù…
10. Il SETTIMO DISCORSO della MONTAGNA nella SOSTA del SABATO: AMARE la VOLONTÀ di DIO. (1 di 3)
10.1 Gesù: «Quando il giorno aveva inizio mi fu fatto osservare che, se tutto viene da volontà divina, anche gli errori degli uomini sono voluti da quella. Questo è errore, ed errore molto diffuso. Può mai un padre volere che il figlio si renda riprovevole? Non lo può…».
10.2 Gli errori degli uomini – in effetti - non derivano dalla volontà divina. Dio è Padre e nessun padre vorrebbe il male per un figlio. Dio consiglia ma non forza, perché vuole che l’uomo sia libero, e se errore viene fatto è perché l’uomo anziché la volontà di Dio segue la propria volontà. Quella dei sensi, del mondo e del demonio.
10.3 Gesù: «La Volontà di Dio è lo strumento che fa di voi, fibre inselvatichite, stoffe preziose e preziose lane».
10.4 Gesù: «L’obbedienza. La virtù che non volete praticare… Cosa è stato, in fondo, il peccato d’origine? Una disobbedienza».
10.5 Gesù: «L’uomo si crede potere sindacare Iddio e le sue opere…, perché fa questo? Per irriflessione soltanto? No, sempre per superbia. È sempre il veleno, uno dei tre veleni di Lucifero, che agisce in lui. Nella sua superbia non valuta la differenza fra lui e Dio, e lo tratta alla pari…».
10.6 Gesù: «L’ubbidienza ha più valore della Parola. L’ubbidienza è stata la virtù del Verbo».
11. Il SETTIMO DISCORSO della MONTAGNA nella SOSTA del SABATO: AMARE la VOLONTÀ di DIO. (2 di 3)
11.1 Gesù: «... Ma Io ero l’Uomo. Essendo l’Uomo, dovevo possedere quella virtù la cui perdita aveva perduto l’uomo, e redimervi con quella. L’uomo s’era perduto per aver disubbidito al desiderio di Dio. Io, l’Uomo, vi ho dovuto salvare ubbidendo al desiderio di Dio… L’obbedienza è fatta anche di minuscole cose di ogni ora, compiute senza brontolii, man mano che vi si presentano».
11.2 Dio Padre: «L’ubbidienza pronta, l’aderenza gioconda al disegno di Dio sono il segno della formazione spirituale di un cuore…». La legge della Prova.
11.3 Azaria: «Il Verbo ha sempre ubbidito. Il Padre gli disse: "Tu sarai Uomo perché Tu solo puoi istruire l'Umanità". Il Verbo disse: "Sarò Uomo. La tua Volontà sia fatta". Il Padre disse: "Tu morrai perché solo il tuo Sacrificio potrà redimere l'Umanità". Il Verbo disse: "Io morrò. La tua Volontà sia fatta". Il Padre disse: "E morrai sulla Croce perché per redimere il mondo non mi è sufficiente il sacrificio della tua vita fra ì dolori della morte per malattia". Il Verbo disse: "E morirò sulla Croce. La tua Volontà sia fatta…».
12. Il SETTIMO DISCORSO della MONTAGNA nella SOSTA del SABATO: AMARE la VOLONTÀ di DIO. (3 di 3)
12.1 Azaria: «Chi obbedisce al volere di Dio fa il bene per quanto le sue capacità comportano, e Dio è contento di quel tanto. Quel Dio che con una parola ha creati i cieli… non potrà forse, delle informi e imperfette vostre azioni, fatte con buon volere, compiere opere perfette? Dio completa e rende perfetto l’eroico buon volere dei figli…, Egli prende ciò che i suoi piccoli fanno e lo rende simile a cosa fatta da un dio, completandolo con la sua bontà».
12.2 Gesù: «Ho risposto… Maria, ho risposto radunando le forze, bevendo pianto e sangue che colavano dagli occhi e dai pori, ho risposto: “Non ho più madre. Non ho più vita. Non ho più divinità. Non ho più missione. Nulla ho più. Fuorché fare la Volontà del Signore mio Dio… e il Cuore si è franto nello sforzo. Il sudore è divenuto non più stille ma rivoli di sangue. Non importa. Ho vinto. Io ho vinto la Morte. Io. Non Satana. La Morte si vince accettando la morte».
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